Prolusione di Marta Cartabia

 

L’11 marzo scorso si è svolta la cerimonia inaugurale dell’Anno Accademico
dell’Università di Parma. La Prolusione è stata tenuta da Marta Cartabia, Ordinaria di Diritto costituzionale presso
l’Università Bocconi e Presidente Emerita della Corte costituzionale.
Il titolo che la stessa Autrice ha dato al suo discorso è davvero felice: «Nata per unire». Per i padri
costituenti non si è trattato di una mera dichiarazione di intenti: l’Assemblea Costituente è stata la
forma di un lavoro certosino, dibattuto, condiviso, conclusivo. La meta era già nel processo:
cercare i punti di contatto, il terreno comune, una edificazione possibile.
Cartabia ne ripercorre i momenti salienti definendo l’Assemblea Costituente «un momento
luminoso della storia politica italiana, quanto a capacità di trovare punti di contatto, di convergenze,
di compromesso, che nella politica non è una brutta parola.»
Rammento che il tema del compromesso è stato più volte al centro dell’elaborazione di G.B. Contri:
in particolare vi abbiamo dedicato il Seminario di Lavoro Psicoanalitico 1994-1995,
disponibile sul sito della Società Amici del Pensiero ‘Sigmund Freud’.
Trovo pertinente menzionare qui una pagina del celebre romanzo Il buio oltre la siepe della
scrittrice statunitense Harper Lee (1960), in cui l’avvocato Atticus Finch si rivolge alla figlia di sei
o sette anni, cui la maestra aveva stoltamente proibito di leggere libri in compagnia del padre,
chiedendole: «Tu sai che cos’è un compromesso? Un accordo raggiunto attraverso reciproche
concessioni.» Definizione spendibile ad ogni livello della vita individuale e civile. Mi piace pensare
che l’autrice abbia attinto dalle conversazioni con il proprio padre, Amasa Coleman Lee, che era
avvocato e membro della Corte legislativa dello Stato dell’Alabama.


Pubblico qui il testo di Marta Cartabia in occasione della
Festa della Repubblica del 2 giugno.